home
 
news
sounds+visions
visions+sounds
contact us
people e places
links

 

Jethro Tull


ian hunter_isle of wightEcco di nuovo in Italia i mitici prog-rockers Jethro Tull di Ian Anderson, prossimi al loro quarantesimo anno di vita "on the road". C'è molta attesa al Pala De Andrè per quello che può essere considerato uno degli appuntamenti più interessanti del Ravenna Festival 2007.
La partenza è affidata all'acustica e alla voce di Ian Anderson in Life is a long song: solo sul palco, viene progressivamente raggiunto dal resto della band e relativa strumentazione, in un crescendo di suono esattamente come nell'album.
Ian è in gran forma, non si risparmia con la propria ironia giocosa, vero saltimbanco moderno: lo vediamo suonare, danzare, mimare, cantare e strapazzare il suo flauto in tutti i modi possibili, sia seguendo le partiture originali, che improvvisando con eccezionali assolo, ed evidenziando un grandissimo carisma. Al suo fianco c' è il fido Martin Lancelot Barre, il chitarrista, l'unico insieme a Ian della formazione del '70.
Thick is a Brick apre una delle parentesi più gloriose del gruppo, un rock elettrico di grande intensità, dove i musicisti si ritagliano attimi di gloria individuale, concedendosi le impennate individuali che caratterizzavano i concerti dell'epoca.
E naturalmente non può mancare Bourée, un'aria di J.S. Bach, rivisitata dal flauto di Anderson con arrangiamento jazz della sezione ritmica, che diventa uno dei più emblematici punti d'incontro fra musica classica e rock. Segue una spettacolare interpretazione di My God, probabilmente la migliore di tutto il concerto. Perfetta, dall'inizio acustico e denso di attesa, all'ingresso della chitarra elettrica, fino al mitico dialogo tra Barre e il flauto di Ian, culmine emozionale dello show.
L'atmosfera è intanto arrivata al colmo dell'eccitazione, gli applausi e i fischi di approvazione risuonano per tutta la sala.
Ma non sono ancora terminate le acclamazioni che parte il riff di Aqualung... e a questo punto
tra il pubblico scoppia davvero il delirio, la voce rabbiosa di Anderson e il ritmo martellante del pezzo trasmettono un'energia debordante, vera potenza emotiva della musica.
Un bellissimo concerto, grande musica, fiabe e leggende d'altri tempi. Missione compiuta, il culto continua!

>>back

logo Totalnoise logo Totalnoise